martedì 9 dicembre 2014

CORSO DI FOTOGRAFIA 4# - IL DIAFRAMMA


IL DIAFRAMMA

Esempio di effetto Bokeh sfocato
Il diaframma é un meccanismo situato all'interno dell'obiettivo composto da un determinato numero di lamelle che sovrapponendosi allargano o restringono il diametro di un foro centrale. Il numero di lamelle varia da obiettivo a obiettivo e in generale più é alto il numero di lamelle e più uniforme sarà l'effetto bokeh sullo sfondo e più omogeneo risulterà lo sfocato. L'effetto bokeh é quel tipico effetto che fa diventare le luci sfocate dei dischi enormi colorati, é molto piacevole per esempio sull'albero di Natale.

Il diaframma funge da regolatore di luce: proprio come un rubinetto regola il flusso di un fluido, il diaframma regola il flusso di luce in entrata verso il sensore, piú si chiude e meno luce passa.

Il valore che determina il diaframma é f . 







Ad un valore basso di f corrisponde un diaframma molto aperto e quindi una foto luminosa ad un valore molto alto di f corrisponde una foto meno luminosa.
Tutto a questo ovviamente  a paritá di tempo di scatto, va da se che posso compensare la minor luce che entra nel sensore avendo un diaframma chiuso con un tempo di scatto più lungo...
É come aprire molto i rubinetto e riempire il bicchiere in poco tempo oppure chiudere un po' il rubinetto e riempire il bicchiere piano piano...

Esempio di variazione del diaframma in un obiettivo
   F / 2                                 F / 2.8                                   F / 4                                  F / 8                                  F / 11     
Il diaframma però HA UN ALTRO EFFETTO SULLA FOTO...

Oltre a regolare la quantità di luce, il diaframma regola la profondità di campo, che giá ho descritto in precedenza in questo post.
In breve, la profondità di campo é quello spazio che delimita la zona a fuoco in una scena, ovvero tuto ció che vi sta all'interno é a fuoco mentre tutto ció che vi sta all'esterno é sfocato.

Chiudendo il diaframma aumenta la profondità di campo, ció significa che al chiudersi del diaframma piú soggetti  nella scena vanno a fuoco...
Se dovessimo fotografare delle persone in fila riprese da davanti, e quindi in profondità, non riusciremmo mai a fotografarle tutte con un diaframma aperto, bisogna chiuderlo quel che basta affinché tutti i soggetti siano compresi nel campo di messa a fuoco (profondità di campo).
Nella fotografia paesaggistica, dove sia il soggetto in primo piano (per esempio una roccia) che il soggetto sullo sfondo (per esempio il mare) devono essere a fuoco, si tende a chiudere molto il diaframma, spesso anche a f /16 o f /20, in questo modo tutto la scena risulta a fuoco, allungherò i tempi di scatto considerevolmente, nei tramonti a volte scatto anche per piú di un minuto.

Il diaframma ha quindi due effetti sulla fotografia:
- chiudendosi diminuisce la luce in entrata
- chiudendosi aumenta la profondità di campo quindi piú soggetti a fuoco

Il diaframma é solitamente posto al centro dello schema ottico di un obiettivo, e chiudendosi fa passare la luce solo al centro delle lenti, il risultato é che la foto viene scattata utilizzando solo la parte centrale di ogni lente, che é sempre quella piú nitida.
Ogni lente, anche quella di un occhiale, ha una parte piú nitida (la parte centrale) e una parte meno nitida (la parte esterna), questo per motivi tecnici di costruzione, pertanto il diaframma chiudendosi sfrutta solo la parte piú nitida di una foto.
Aberrazione cromatica dovuta a un
diaframma troppo chiuso.
Foto tratta da Wikipedia
Ció significa che chiudendo il diaframma aumenta la nitidezza della foto.

Chiudendolo troppo peró si ottiene l'effetto contrario: se il foto dove passa la luce é troppo piccolo la luce tende a scomporsi e la qualitá di un'immagine cala davvero drasticamente!

In generale é valido quasi per tutti gli obiettivi che tra f /8 e f /11 si ottiene la qualitá maggiore permessa da ogni obiettivo...
Prima di f/8 e dopo f/11 la qualità scende. Però prima di f/8 abbiamo uno sfocato sullo sfondo piú omogeneo e pulito, mentre dopo f/11 otteniamo una foto con quasi tutti i soggetti a fuoco, sia vicini che lontani.
Il giusto compromesso lo dovete scegliere voi, sta a voi scegliere a cosa dare priorità in base al messaggio che volete comunicare.
Un ritratto per esempio non richiede troppa nitidezza, andrebbe ad accentuare i difetti della pelle (a meno che non sia questo il vostro scopo) é bene quindi scattare con un diaframma aperto, sfocando lo sfondo e dando risalto al soggetto.
In una foto paesaggistica dobbiamo dare risalto ai dettagli della scena e mettere a fuoco ogni soggetto, quindi imposteremo un compromesso tra profondità di campo e qualità, che solitamente é f/16.

Varie occasioni e scenari:
- Fotografia notturna: diaframma apertissimo inferiore a f/4 (2.8 sarebbe ottimo, meglio se su grandangolo)... Serve molta luce in entrata per poter vedere quello che noi a occhio nudo non vediamo
- Fotografia sportiva: diaframma medio, circa f/8... Per evitare una errata maf (messa a fuoco = maf) é bene chiudere un po'il diaframma ottenendo una profondità di campo maggiore che puó salvarci in caso di una errata messa a fuoco e ci consenta di trarre il maggior dettaglio dalla foto. In condizioni di scarsità di luce siamo ovviamente costretti a riaprire il diaframma per evitare tempi lenti che causerebbero inevitabilmente mosso.
- Fotografia paesaggistica: diaframma chiuso, circa f/11 o f/16... Dobbiamo trovare un compromesso tra profondità di campo elevata per avere tutto a fuoco ma allo stesso tempo trarre un buon dettaglio dalla scena.
- Ritratto: diaframma molto aperto, circa f/1.8 o comunque non superiore a f/4... É bene in un ritratto ricevere molta luce, e dare risalto al soggetto sfocando tutto il resto. Non importa se si perde dettaglio, ciò nasconderà i difetti della pelle.
- Fotografia naturalistica e avi-faunistica: diaframma aperto o non superiore a f/8... Nella fotografia avi-faunistica si racchiudono fotografia ritrattistica, sportiva e naturalistica, e credo sia anche il tipo di fotografia piú difficile e tecnico. Il diaframma deve creare un compromesso tra una corretta messa a fuoco, uno sfocato omogeneo sullo sfondo e un buon dettaglio... pertanto si scatta solitamente ad un diaframma appena appena piú chiuso rispetto al minimo che permette l'obiettivo.

Conclusione:
Il diaframma regola la luce e la profonditá di campo...
Chiudendo il diaframma entra meno luce ma si mettono a fuoco piú soggetti.
La minor luce pió essere compensata dall'aumento del tempo di scatto o dall'aumento degli iso, quindi il maggior contribueto che il diaframma da alla fotografia é la variazione della profonditá di campo, che é l'unico effetto che non si puó riprodurre al computer, ed é proprio per questo motivo che invito a investire sugli obiettivi piuttosto che sulla reflex.

DIAFRAMMA = VARIAZIONE PROFONDITÁ DI CAMPO.
Variazione della profondità di messa a fuoco



martedì 25 novembre 2014

CORSO DI FOTOGRAFIA 3# - LA MESSA A FUOCO

Voi sapete perché in fotografia si dice: METTERE A FUOCO  il soggetto?

Ebbene è più semplice di quanto si pensi, e la soluzione sta proprio dentro il termine stesso: fuoco!
Anzi, di sicuro molti di voi hanno già messo a fuoco qualcosa molto prima di iniziare a fotografare.
Ogni volta che fate una foto siete dei piromani! ;-)

Battute insulse a parte, mettere a fuoco un soggetto attraverso un obiettivo fotografico significa letteralmente “mettere a fuoco” ovvero dare fuoco al soggetto.

Il termine FUOCO deriva proprio da ciò che succede quando dei raggi di luce intensa si concentrano su un punto preciso e molto piccolo, esattamente quello che succede quando con una lente concentriamo la luce del sole in un foglio di carta: il fasci di raggi fotonici che arrivano da varie direzioni vengono concentrate in un’unico fascio di luce intensa.

Quando scattate una foto ovviamente il soggetto non prende fuoco, questo perché il sensore della macchina fotografica (o la pellicola, per chi scatta in analogico) non emette luce, bensì la cattura, ma se al posto del sensore ci fosse un diodo laser le cose cambierebbero drasticamente!

Noterete, cercando di concentrare la luce attraverso l’uso di una lente che dovrete avvicinarvi o allontanarvi rispetto al piano che volete mettere a fuoco, questo è esattamente quello che fa la macchina fotografica, o meglio, l’obiettivo della macchina fotografica, questo infatti sposta l’intero gruppo ottico avanti e indietro rispetto il sensore finché i vari fasci di luce derivanti dal soggetto non si concentrano sul sensore.
Per meglio comprendere ciò vediamo un piccolo schema:



In questa piccola e semplice illustrazione vedete una lente che concentra i fasci di luce in un unico punto, la vostra fotocamera fa esattamente la stessa cosa, sposta più lenti insieme avanti e indietro, e il punto di incrocio sarà il vostro sensore, che si trova esattamente dove è impresso questo simbolo che solitamente è posizionato sulla parte superiore della fotocamera.

Ovviamente lo schema ottico degli obiettivi è molto sofisticato e complesso  al fine di poter essere compatto e racchiuso in una decina di centimetri (e anche meno) all'interno dell'obiettivo, altrimenti dovreste muovere le lenti per parecchi metri! Ma in sostanza quello che fa il sistema di messa a fuoco di un obiettivo è questo, ovvero spostare il piano di messa a fuoco, che è uno spazio racchiuso tra due piani in cui i soggetti sono a fuoco mentre quello che sta fuori è sfuocato, ma di questo ne parlerò più avanti nel prossimo articolo.

Vi lascio un'ultima illustrazione per comprendere meglio il fenomeno a livello fotografico.
Un saluto a tutti!





NB: tutte le illustrazioni e le fotografie in questa pagina sono state da me create e sono pertanto di mia proprietà (Gabriele Pavan) e possono essere pubblicate da terzi solo su mia autorizzazione, che sarò lieto di concedere gratuitamente su vostra richiesta. Grazie.

martedì 11 novembre 2014

CORSO DI FOTOGRAFIA 1# I SENSORI DIGITALI

Perché la mia reflex é una Aps-c? e che differenza c'é da quelle che chiamano FF o FX?

Oggi la maggior parte delle fotocamere reflex sono Aps-c.
Bene... Ma...
Cosa significa ció?
E aggiungerei: cosa significa FF, Aps-H o micro 4/3?

Mettiamo un po' di ordine a tutte queste sigle!

Prima di elencare e spiegare i tipi di sensore credo sia opportuno riassumere in breve che cosa sia un sensore, cose che non tutti hanno ben chiaro: un tempo si scattava con macchine fotografiche analogiche, che registravano / acquisivano l'immagine attraverso una pellicola fotosensibile che era arrotolata su un rullino il quale normalmente conteneva 36 fotogrammi. Ogni fotogramm aaveva la stessa dimensione che all'epoca era considerata lo standard, misurava esattamente 35mm in diagonale (dall'angolo estremo inferiore all'angolo estremo superiore, proprio come si misura la dimensione dei televisori, pero' non in pollici, bensí in millimetri). Questa pellicola era ricoperta di una sottilissima patina chimica che reagiva se illuminata. Va da se che tale fotogramma richiedeva degli obiettivi / lenti che proiettassero l'immagine su tutta la superficie della pellicola.
In poche parole il formato 35mm era il formato standard che usava vostro papá quando vi faceva le foto mentre avevate il ciuccio in bocca o mentre esploravate con la mano nel vasetto della Nutella sporcandovi tutti di cioccolata per la felicitá della mamma che doveva poi lavare il vostro bel vestitino. :) Almeno mio padre faceva queste foto! O.o :) :)

Oggi la pellicola é stata sostituita da un sensore digitale formato da tantissime, piccolissime e microscopiche lenti che concentrano la luce su dei fotodiodi, ed é proprio la quantità di questi fotodiodi che determina la definizione e la dimensione di un'immagine: avrete quindi sicuramente capito che tali fotodiodi sono i famosi pixel!
Una fotocamera con 10 Megapixel é una fotocamera il cui sensore ha 10 milioni di fotodiodi.
Un fotodiodo é un piccolo sensore che misura il livello di luce, restituendo un valore, ovvero un numero, che il processore della fotocamera legge e registra all'interno di un file che poi andrà a formare l'immagine.
Quindi un sensore fotografico è formato da tanti piccoli sensori di luce.
Il fotodiodo é uno dei sensori più diffusi negli apparecchi elettronici, più di quel che si possa pensare! Le auto i cui fanali si accendono automaticamente quando tramonta il sole o quando si entra in un a galleria hanno un sensore sul parabrezza che misura la luce ambientale e sotto ad un certo valore la centralina dell'auto aziona i fanali, Ma anche i telefoni ne anno uno: la luminosità automatica dello schermo del vostro smartphone viene regolata sulle base di quello che il sensore di luce registra, per esempio se fuori c'è molta luce allora il telefono alza la luminosità dello schermo, se siete in una stanza buia invece la diminuirà, sempre a seconda del valore che il processore legge da questo sensore.
Il sensore digitale di una fotocamera, che sia reflex, compatta o quella di un telefono, é costituito da tantissimi di questi fotodiodi, che misurano la luce su quel determinato punto in cui si trovano.
Ammesso che il valore della luce vada da 0 a 100 (dove 0 è buio totale e 100 è luce bianca fortissima) un'immagine in bianco e nero di 48 pixel non sarebbe altro che una cosa simile:
10 - 11 - 34 - 55 - 16 - 98 - 06 - 03
14 - 35 - 56 - 34 - 78 - 90-  11 - 12
16 - 35 - 69 - 34 - 57 - 27 - 89 - 65
35 - 54 - 75 - 54 - 78 - 90-  11 - 56
45 - 35 - 56 - 78 - 79 - 52-  87 - 48
38 - 96 - 56 - 34 - 76 - 90-  89 - 65

Una Reflex FullFrame ha un sensore digitale di uguale dimensione a quello della pellicola analogica, quindi con 35mm di diagonale. E' proprio questa caratteristica, la dimensione del sensore, che rende le reflex Full Frame come la Canon Eos 6D e la 5D molto costose.
Questa dimensione richiede l'uso di obiettivi con un'ampia proiezione che deve coprire l' intero sensore, proprio come nelle analogiche. Quindi un obiettivo per FullFrame deve avere una proiezione di diametro di almeno 35mm affinchè il sensore possa essere sfruttato in tutta la sua superficie.
Per chi non lo sapesse l'obiettivo fa una proiezione tonda, proprio a causa della forma della lente, e il sensore prende solamente la parte centrale della proiezione, è proprio per questo motivo che la vignettatura (ovvero i lati più scuri della foto) sono sempre agli angoli, perché gli angoli del sensore stanno vicino albordo della lente... Il sensore è un rettangolo posizionato al centro di un cerchio.

Molti di voi che leggeranno questo post hanno una reflex Aps-c (Advanced Photo System di tipo-C compact) ovvero una reflex con un sensore molto più piccolo rispetto al normale formato pieno 35mm, quindi 1,6 volte piú piccolo (1,5 per i sensori Nikon, Sony e Pentax). 
Ed é per questo motivo che un sensore 35mm prende il nome di Full Frame, ovvero formato pieno, proprio perché un tempo era il formato standard, che oggi é stato sostituito dal piú economico Aps-c.

Ma ce ne sono di ancor piú piccoli, per esemepio i micro 4/3 é 2 volte piú piccolo del 35mm, e i sensori degli smartphone sono ancora piú piccoli! sono microscopici! 
Con tutti i loro vantaggi e svantaggi conseguenti.

Un sensore più piccolo grossomodo fa le stesse cose di un sensore più grande, ovvero cattura la luce, ma la dimensione comporta dei cambiamenti nella foto che non sono da poco, anzi, spesso sono quelli che fanno la differenza!

Essendo il sensore aps-c piccolo, esso registra solo una piccola parte centrale della proiezione dell'obiettivo, pertanto il risultato rispetto al formato pieno é un maggior ingrandimento, per l'esattezza l'aps-c di Canon ingrandisce di 1,6 volte l'immagine. Quindi se l'obiettivo con cui stiamo scattando é un 50mm allora risulterá ingrandita come se stessimo scattando a 80mm (50 x 1,6 = 80).
Wuesto puó essere un vantaggio se scattiamo con un teleobiettivo, infatti un 300mm si trasformerebbe in un 480mm. Non male!
Se invece volessimo scattare un panorama con un grandangolo sicuramente saremmo meno contenti dato che un 17mm diventerebbe un 27,2 e perderebbe proprio la sua caratteristica di grandangolo.
Questo ovviamente accade se usiamo obiettivi creati per il formato pieno 35mm, se invece usiamo obiettivi per aps-c allora le cose cambiano e il problema viene pressoché risolto.
Esistono infatti obiettivi creati esclusivamente per sensori aps-c, in casa Canon questi obiettivi sono denominati EF-S (mentre quelli normali sono EF ).
Gli obiettivi EF-S sono creati per compensare l'ingrandimento del 1,6x del sensore Aps-c di Canon, pertanto quello che per il formato pieno 35mm é un 24mm per l'aps-c diventerebbe un 15mm, e gli obiettivi EF-S si avvicinano a questo valore, per esempio l'obiettivo base che viene dato insieme a molte reflex economiche é il 18-55mm che grossomodo assomiglia al 24-70mm per formato pieno 35mm, sono sono proprio uguali, ma cambiano veramente di poco.
Un buon obiettivo per Aps-c che si puó considerare quasi professionale é il EF-S 17-55 f2.8 IS Canon, un obiettivo estremamente ben costruito affidabile e nitido.
In casa Tamron invece troviamo il 17-50mm f2.8 piú nitido del Canon ma anche meno tecnologico, peró viene venduto a meno della metá, é un ottimo compromesso per chi desidera avere qualità ma non fa fotografia a livello professionale, io l'ho usato con soddisfazione per anni sia sulla 400D che sulla 60D.
Gli obiettivi EF-S hanno il vantaggio di essere piú economici degli obiettivi EF per 35mm perché essendo il sensore aps-c piú piccolo anche la proiezione della lente é stata diminuita e pertanto le lenti sono piú piccole, gli obiettivi piú compatti, leggeri e molto piú economici.
Per lo stesso motivo non possono peró essere montati su reflex a formato pieno.

Un sensore Aps-c inoltre ha piú profonditá di campo rispetto ad un sensore a formato pieno 35mm, ovvero sfoca meno lo sfondo e tiene a fuoco piú soggetti, piú o meno l'effetto che da é quello di un diaframma piú chiuso, ovvero piú soggetti distanti tra loro vengono entrambi messi a fuoco mentre co un sensore 35mm uno o l'altro verrebbe sfocato. L'ho spiegato a paroloni molto semplici, magari approfondiró piú avanti la messa a fuoco e spiegheró cosé la profonditá di campo, per il momento ci basta sapere che il sensore aps-c mantiene piú facilmente il fuoco su un soggetto a diaframmi aperti rispetto ad un 35mm e pertanto nella fotografia sportiva o nella macro puó essere un vantaggio, ma nella fotografia ritrattistica di solito é un grosso svantaggio. Dipende quindi da cosa si deve scattare.

Un grosso problema dei sensori piú piccoli é la rumorositá dell'immagine ad alti iso, solitamente giá al di sopra dei 1600 iso la grana si fa consistente abbassando di molto la qualitá mentre su un sensore a formato pieno 35mm solo a 6400 iso il rumore digitale comincia a creare disturbi.
Il rumore digitale é quella grana colorata a puntini rossi verdi e blu distribuiti casualmente che rovinano una foto, é molto presente negli smartphone soprattutto quando la foto viene scattata con scarsa luce.
Senza scendere nello specifico, un sensore piú grande cattura piú luce di uno piú piccolo, quindi il formato pieno 35mm ha un grosso vantaggio rispetto all'aps-c e di conseguenza l'aps-c ha un vantaggio sul formato 4/3 e infine questo ha un vantaggio su tutti gli smartphone.
Piú é piccolo il sensore e piú questo creerá rumore digitale ad alti iso.

Il piú grosso vantaggio dei sensori aps-c é il notevole risparmio di costo, solo grazie a questo formato é stato possibile produrre fotocamere molto economiche e compatte come la 1100D, la 100D la 500D la 600D e cosí via, dando la possibilità a chiunque di scattare con un meccanismo reflex e di poter montare obiettivi professionali, il tutto con una qualitá piú che soddisfacente perché, diciamolo, anche una 1100D é in grado di fare belle foto.

Il formato 4/3 invece é usato nelle Mirrorless, ovvero in tutte quelle fotocamere che non hanno il sistema di specchi usato dalle reflex e che funzionano attraverso la visualizzazione su display in tempo reale di ció che vede il sensore. Sono sistemi innovativi e in via di miglioramento continuo.
Io personalmente credo molto nel sistema mirrorless, ovvero nelle macchine fotografiche senza otturatore che quindi possono sorpassare il limite di un otturatore meccanico, ma non sono per niente a favore del sensore 4/3 che, seppure molto compatto ed economico, non ha portato vantaggi consistenti e ha un fattore di ingrandimento di 2x che per le mie esigenze é veramente troppo elevato.
Inoltre il fattore di ingrandimento é utile nella fotografia sportiva ma queste macchine non sono concepite per tale genere fotografico, anzi tutt'altro, sono proprio negate in questo campo.

I sensori ancora piú piccoli, come quelli degli smartphone anno permesso una miniaturizzazione estrema tantoché potete notare la microscopica dimensione delle lenti delle fotocamere dei telefoni.
Sebbene i miglioramenti siano stati veramente elevati negli smartphone tanto da arrivare a immagini pulite e ben nitide come quelle di fotocamere piú costose, non arriveranno mai alla qualitá di una reflex formato pieno 35mm proprio per la dimensione del sensore e soprattutto perché l'immagine per essere pulita viene elaborata pesantemente da un processore all'interno dello smartphone ma sostanzialmente l'immagine di partenza non é granché.
Devo comunque ammettere che negli ultimi anni i miglioramenti sono stati veramente enormi, tanto che con l'ultimo aggiornamento Android L 5.0 Lollipop che sará disponibile a breve le fotocamere di moltissimi smartphone potranno essere governate manualmente, controllandone gli iso e i tempi di esposizione e addirittura scattando in Raw (negativo digitale) e registrando video in 4K.

Spero di avero chiarito le idee per quanto riguarda la vastitá di sensori e spero di non aver dimenticato niente.
Per ulteriori informazioni o dubbi sono disponibile, mi trovate su facebook.
Provvederò ad aggiornare tale pagina inserendo approfondimenti.
Un saluto a tutti voi che avete letto.




mercoledì 5 novembre 2014

UN ANNO DI EOS 60D

La mia esperienza con Canon Eos 60D.
il marchio Canon è sempre stato per me un punto di riferimento, una sorta di Dio da Venerare... Si, sono un Canonista sfegatato! Lo ammetto...
Questo almeno all'inizio, quando ancora apprezzavo di più le caratteristiche di una macchina fotografica piuttosto che le caratteristiche di una foto...
Ora sono decisamente molto più neutro, analizzo di più ogni cosa e mi soffermo sulla reale utilità di ogni funzione. Sono più freddo nel criticare e/o apprezzare certe novità o funzioni.
Risultato?
Sono ancora un Canonista sfegatato!
La mia prima macchina Canon fu una Eos 400D, che mi ha servito per ben sei anni acocmpagnata prima dagli obiettivi base e poi piano piano da obiettivi sempre più performanti e professionali.
L'anno scorso ho deciso di fare un salto di qualità e ho acquistato insieme un EF 100-400 e una Eos 60D.
Ero un Dio sceso in terra, potevo fare qualsiasi cosa con quel bestione...
E tuttora lo faccio!
E' forse l'accoppiata che più mi piace utilizzare... Avrete già notato da tempo la mia passione per i tele spinti e la caccia fotografica naturalistica...
La Eos 60D è una bellissima signora sui quaranta con un abbigliamento attillato sportivo e molto molto giovane. Tiene dentro di se tutte le caratteristiche che un fotoamatore evoluto può desiderare, ha un autofocus molto veloce e preciso, una tenuta agli alti Iso più che soddisfacente, una velocità di scatto sopra la media, una durata della batteria sopra l'immaginabile (sono arrivato a fare una sessione di 5389 scatti con una sola batteria non originale, senza stabilizzatore e senza flash con messa a fuoco USM) nonché una robustezza e resistenza all'acqua e polvere più che soddisfacenti e un peso molto contenuto. Tutto questo per circa 600€ (su Amazon.it).
Qualcuno mi ha detto " bah, non è ne carne e ne pesce" e io ho puntualmente risposto "ed è per questo che mi piace".
Mi piace questa macchina perché ad un prezzo più che contenuto mi permette di fare di tutto, la gamma dinamica è abbastanza elevata da permettermi di fare foto paesaggistiche d'effetto e di poterle poi elaborare al computer senza troppi problemi e artefatti, lo schermo girevole mi ha permesso di fare foto che altrimenti non avrei mai nemmeno osato fare, da prospettive impensabili e salvandomi molti mal di schiena e rovinose sessioni da equilibrista (provate voi a mettere a fuoco dal mirino on in live view con uno schermo non pieghevole con il cavalletto immerso in laguna e la reflex a pelo d'acqua senza bagnarvi ne cadere in acqua), la messa a fuoco è abbastanza veloce e precisa da permettermi di fare fotografia sportiva senza perdere un colpo, il buffering è molto elevato e abbinato ad una buona scheda può arrivare a circa 20 Raw in piena risoluzione, più che buoni anche per un uso professionale/semi-professionale. A differenza di quel che si dice è una macchina molto molto robusta, il suo corpo è in policarbonato rinforzato con vetroresina, il che lo rende elastico e robusto, quindi il colpo viene assorbito e restituito, senza ammaccarsi ne rompersi, inoltre difficilmente si striscia (la mia non ha uno striscio che sia uno).
Il joistick è a discrezione dell'utente, sulla Eos 60D è inserito dentro la rotellona grande posta sulla parte posteriore della macchina, io mi trovo molto bene perchè senza dover spostare il pollice riesco a manovrare tutto quello che mi serve, mentre su una 5D o una 7D dovrei spostare il pollice, qui si parla di abitudine e comodità d'uso personale, francamente le due soluzioni sono più o meno ecquivalenti, forse forse può cambiare qualcosa ad un professionista che provenendo da altri corpi o possedendo altri corpi si trovi un poco spaesato e pertanto ne rimette in immediatezza, e perdere uno scatto per un professionista non è certo una cosa simpatica carina e patuffolosa, anzi. ma per un fotoamatore? che solitamente ha un corpo solo? cambia qualcosa? NO!
Quindi basta scrivere stupidaggini nei forum, ci si va a perdere in questi particolari quando "fare fotografia" è tutt'altra cosa, queste sono discussioni che potete fare tra Windows e Mac, ma di certo non perdetevi sul Joystick. Se poi proprio non vi trovate allora vi invito a sborsare 1000€ in più e prendetevi una 7D e siate felici e contenti.
Sfogo a parte, il problema del Joystick è veramente personale, quindi provatelo prima di fare l'acquisto. Io per esempio con quello della 7D non mi trovo bene.
Altra nota sul Display, la foto viene visualizzata per intero, senza fasce o bordi neri, viene sfruttato per tutta la sua dimensione e con una risoluzione dei colori veramente fedeli, la qualità di questo schermo è veramente elevata, se fosse stata touch sarei stato molto più contento ma anche così, sapendo il prezzo oggi, va benissimo.
Gli Iso sono il più gran problema di questa macchina, come lo è per tutte le Aps-c, 7D compresa.
Purtroppo a 1600 Iso la grana si fa vedere persistente ed è necessaria una post-produzione tramite Light-room o photoshop o qualsiasi altro software in grado di eliminare lievemente il rumore digitale.
Sopra i 1600 Iso soffrirete e basta e sarà difficile portare a casa uno scatto "meraviglioso", ne porterete casa uno "buono" o "molto buono" ma non "eccellente".
A 6400 iso lasciamo perdere, una disfatta, una rovina totale, perderete tanto di quel dettaglio eliminando il rumore che l'intero scatto perderà senso.
Io ho scattato nei maneggi a 6400 iso e sono riuscito a portare a casa buoni risultati solo tramite una stampa massimo 10x15 con una lieve correzione al rumore tramite eliminazione del colore del rumore digitale.
Ricordo comunque che è meglio una foto rumorosa piuttosto che una foto mossa, quindi alzate pure gli Iso.
Inoltre, per chi come me viene da una 400D o una 450D, è come se cambiasse pianeta, i 1600 iso della 400D sono equivalenti ai 6400 iso della 60D, quindi, dateci pure dentro e alzate, ma state attenti e controllate lo scatto, la grana vi seguirà ovunque sopra i 1600!
Per quanto riguarda le memorie, la Eos 60D utilizza le SD. E tutti: "bleaaaaahhhhhh, che schifo le Esseddiiii!!!! Bleaaaahhh"...
Va bene, prendete i vostri bei 1000€, compratevi la 7D e aggiungete circa 40€ per ogni memoria CF, e siete di nuovo felici e contenti.
Io invece prendo i restanti 500€ che mi avanzano ci compro un Tir di SD che mi bastano a vita e un biglietto aereo per l'Islanda con Ryanair, e me ne torno a casa con foto stupende e fantastiche e con nuovi amici con cui condividere la mia passione.
Sfogo a parte, di nuovo, cerco di tornare al motivo originale che mi ha fatto scrivere questo post...
Le SD sono molto economiche e ad oggi molto molto affidabili, nonché veloci e capienti. La tecnologia va avanti esponenzialmente, una SD di oggi è motlo più prestante della miglior CF di ieri...
Quindi non abbiate paura e fate il salto...
Io mi trovo molto bene, le inserisco ovunque, quasi tutti i dispositivi le leggono senza bisogno di adattatori e sono molto molto veloci. Io uso le SanDisk Extreme Pro da 95Mb/s che dovrebbero essere tra le più preformanti ma mi servono solo per quando faccio video, perchè la velocità di scrittura di questa macchine è di soli 30Mb/s quindi se fate solo foto trovate Sd a veramente pochi soldi, quando avete le Extreme da 45Mb/s siete tranquilli e felici (ammesso che non facciate video, altrimenti le cose cambiano).
Per gli strobbisti come me, ovvero per chi usa molto i flash esterni scollegati dalla macchina, la 60D è in grado di comandare flash via wireless (ammesso che questi siano compatibili) e in rete si trovano molti Flash della Yongnuo economici che possono interfacciarsi con la 60D, pertanto questa funzione sarà molto molto apprezzata da chi fa foto in studio o Still Life.
Perchè ho comprato la 60D?
Ho comprato la Canon Eos 60D perchè una 7D non mi serviva, e ho investito i restanti soldi che mi rimanevano su un obiettivo, ovvero il Canon EF 100-400 che è il mio preferito.
Il sensore della 60D è simile a quello della 7D, o meglio, è lo stesso ma con alcune limitazioni, fondamentalmente però la qualità è pressoché identica, nonché la tenuta agli Iso.
La messa a fuoco che uso nel mio modo di scattare consiste nel solo punto centrale, quindi la 7D l'avrei davvero sottovalutata, e in ogni caso tutti i punti di messa a fuoco della 60D sono a croce (usando obiettivi f2.8) e quindi per seguire un soggetto in movimento vanno più che bene...
Dipende sempre da cosa dovete fare... se volete fare caccia fotografica estrema e fotografare tutti i Mrtin Pescatori in circolazione nel Veneto, allora forse mi sento di consigliarvi la 7D, ma se dovete ancora capire che genere veramente vi piace, allora restate sulla 60D e investite sugli obiettivi: un bel giorno la cara e vecchia 60D sarà vecchia e la sostituirete (o affiancherete, come ho fatto io) ad una nuova reflex, magari non Aps-c, mentre l'obiettivo continuerete ad usarlo e vi servirà fedelmente per decenni.
E' sicuramente (ed ampiamente dimostrato) che è meglio una foto fatta con una macchina mediocre ma con un obiettivo professionale piuttosto che una foto scattata con una macchina da guerra come la Canon Eos 5D Mark III e un obiettivo da kit entry level.
Quindi, amici, seguaci, apprendisti stregoni e quant'altro, mettete da parte i vostri soldini per delle ottime lenti nitide, luminose, robuste e tropicalizzate (resistenza all'acqua e polvere), perché quelle saranno un vero investimento, mentre la macchina sarà obsoleta già dopo un anno o due dall'acquisto e non sarete più in grado di rivenderla qualora vogliate cambiare genere fotografico, mentre un obiettivo ha più smercio e più mercato.
In un anno di Eos 60D non posso che esserne entusiasta, per me oggi è la macchina da battaglia, quella che uso come secondo corpo, o abbinata a teleobiettivi o i luoghi ostili alla tecnologia.
Non mi ha mai tradito. Mi ha sempre portato a fine sessione fotografica con degne foto di livello professionale e non ha mai perso uno scatto, per nessun motivo.
Non è la migliore macchina, no... per niente...se provate una 6D o una 5D mark III o ancor peggio una 1DX la considerete una creatura malforme e inutile, è vero, ma se inseriamo la variabile "prezzo" ecco che la 60D, al prezzo di vendita Online, è una Signora macchina...
E' piena di tecnologia, veloce e affidabile.
Puoi fotografarci di tutto con lei...
Puoi portarla ovuque, non è ne troppo grande ne troppo piccola.
E' Giusta...E' perfetta...
Non cambierei niente in questa macchina... per 600€ non potrei volere di meglio.

Spero tanto di aver chiarito ogni vostro dubbio su questa fantastica creatura, rimango disponibile alle vostre domande, se ho sbagliato qualcosa vi invito a correggermi (gentilmente) e se siete Nikonisti sfegatati vi invito a non cominciare con le solite barzellette "ah ma la nikon costa meno e da di più bla bla bla bla" io non comprerò mai una Nikon, MAAAIII!...
Se me la regalano la rivendo e mi compro un'altra Canon...
Ho sfidato una D800 con la mia 6D, e ho vinto io... Muahahahaha...
Al massimo passerò a FujiFilm un giorno, quando avrà un buon parco ottiche, ma per ora rimango fedele alla mia attrezzatura. Questione di Feeling...

AGGIORNAMENTO DEL 06/11/2014
Come mi ha fatto notare il mio caro amico Jacopo C. la Eos 60D ha due ulteriori caratteristiche importanti e molto comode: le piú utile a mio parere é il blocco sulla ghiera programmi, molto molto spesso mettendo la macchina in custodia o armeggiando con la spallina della reflex mi é capitato di passare da M (manuale) e P (programm) o ancor peggio ad A-DEP, e cominciando a scattare mi sono accorto che la macchina non faceva quello che le dicevo io di fare! E ci credo! Con il blocco la ghiera non gira finché il tasto di sblocco non viene premuto. Inoltre la Eos 60D é dotata di blocco anche per la ghiera grande posta sul retro del corpo macchina.
Una seconda funzione molto importante e comoda é senza dubbi la possibilit'di modificare in camera le foto scattate in Raw, correggendo luminosit', luci/ombre, rumore e distorsione, nonché risoluzione, questa funzione é molto comoda per foto che servono al volo qualora non si avesse un computer che legge e modifica i file Raw.
Una terza funzione che mi é appena venuta in mente mentre scrivevo é sicuramente la funzione Programma Personalizzato, contrassegnato con la lettera C sulla ghiera dei programmi, questa magnifica funzione permette di impostare dei parametri come predefiniti e richiamarli quando la ghiera é posizionata su C. Io uso un programma dedicato al flash, con tutte le variabili gi'pronte per quanto accendo il flash off camera, é davvero molto comoda, veloce e pratica questa funzione.

A breve seguiranno foto e una tabella riassuntiva con le caratteristiche chiave.

giovedì 30 ottobre 2014

Sfogo del giorno,
cosa ci fate davanti al computer tra centinaia di post fanfaroni sparsi in decine di forum?
Che vantaggi ne traete?
Avete fors paura di prendere la macchina fotografica e andare laffuori?
Noooooooo, direte voi.
E invece, siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii dico io!
Avete paura di non fare belle foto!
Dentro la vostra testa rimbomba un eco " qui non c'è niente da fotografare, qui non c'è niente di bello"... Siete convinti che appena presa in mano la macchina fotografica siate in grado di fare le foto del secolo.
E come va a finire? Va a finire che fate le foto al gatto in cucina, che se ne sta li a guardarvi e a chiedersi " ma che cavolo sta facendo questo tizio?".
Poi elaborate la foto al pc sentendovi dei geni assoluti della post produzione con una versione di photoshop rigorosamente crackata.
La mettete su facebook e aspettate che qualcuno la commenti con frasi del tipo "ooooh, ma che bel gattino!!, oh ma guarda che occhioniiii, come si chiama?", e voi ci rimarrete male perchè a nessuno importerà della tecnica che voi avete usato.
Wow! Siete i fotografi del nuovo millennio!
A questo punto prendi un iPhone, che fa comunque bene le foto al gatto...

Lettori,
io vedo una marea di superficialità, ma taaaaantaaaa!
Sveglia! prendete la macchina fotografica e uscite!
Lasciate perdere i nuovi commenti sulle ultime lenti di nuova generazione super iper stra fighe e costosissime.
Scommetto che se prendo la mia Canon Eos 6D e la metto in mano al primo neofita convinto di essere il fotografo dell'anno ma di non avere l'attrezzatura necessaria ad esprimere le sue capacità, che i primi 20 scatti saranno un obrobrio, una schifezza assoluta.

Inventate ragazzi!
Innovate!
Imparate le regole da un libro di 10€ sulla fotografia, prendete la macchina fotografica e andate a caccia di qualche soggetto...
Magari non troverete il panorama più bello d'Italia, ma di sicuro avrete sbagliato e imparato qualcosa di nuovo.
Trovatevi con gli amici, discutetene... questo  è il vero forum,,,
Non statevene al pc a leggere commenti di gente pagata dalle case produttrici per creare scontri tra Canon, Nikon e quant'altro... sono tutte fesserie...
Zaino in spalla e USCITEEEEE!
Ma avete visto il sole che c'è laffuori!?!?!?
USCITEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
So che porterete a casa qualcosa di costruttivo!

Buona giornata a tutti
Gabriele P.

Una serra e un fosso... Eppure qualcosa di carino si riesce sempre a tirare fuori.

martedì 28 ottobre 2014

Samyang 14mm e Samyang 8mm

Ciao a tutti,
vi voglio raccontare un'altra esperienza con il marchio Samyang, il quale da un anno a questa parte ha riscosso molto successo soprattutto tra i fotoamatori (ma non solo) per le sue ottime caratteristiche e il suo costo molto contenuto.
Per chi non dovesse già conoscere questa marca, si tratta di un produttore di obiettivi per macchine fotografiche Reflex e Mirrorless. Sono obiettivi completamente manuali, senza alcun tipo di automatismo, e costruiti interamente in metallo. Data la manualità dei comandi e soprattutto la fluidità, tali obiettivi sono molto amati dai videomakers, ma anche i fotografi paesaggistici come me sanno apprezzarne a pieno le loro caratteritsiche.
Questa estate, in una ventosa notte di Agosto ho avuto l'onore di provarne due, relativamente l'8mm f3.5 FishEye per reflex Aps-c e il 14mm f2.8 per Fullframe. Ho provato a scattare foto notturne con Canon Eos 60D, Eos 500D ed Eos 6D.
Già l'8mm è davvero molto luminoso e riesce senza problemi a imprimere su un sensore Aps-c la via lattea restando sui 3200 iso con una posa di 30 secondi, ovviamente con focale tutta aperta, ma il 14mm su fullframe è veramente qualcosa di mozzafiato, ha una luminosità estremamente elevata e una nitidezza che supera di gran lunga il prezzo che costa.
Il Samyang 14mm f2.8 mi ha veramente colpito!

I due obiettivi si somigliano molto sia come dimensione che come peso, entrambi hanno un paraluce integrato fisso che non permette di avvitare eventuali filtri (per esempio gli ND che io uso moltissimo), entrambi molto robusti e ben costruiti, inoltre anche il prezzo è quasi simile, un po' più costoso il 14mm.
Già a f4 il Samyang 14mm montato sulla Canon Eos 6D è entrato in iperfocale mettendo a fuoco tutti soggetti da circa 20cm fino all'infinito, pertanto la messa a fuoco è necessaria solo stando sotto agli f4, (un obiettivo entra in iperfocale quando la chiudendo il diaframma la profonditá di campo aumenta talmente tanto che tutti i soggetti nel fotogramma sono a fuoco, dalla distanza minima fino all'infinito, per un fotografo paesaggista questo fattore é uno dei piú importanti perché gli permette di mettere a fuco un soggetto vicino come una roccia, un fiore o un tronco e anche un soggetto lontano come un tramonto, il mare, le montagne etc.)
L'enorme luminosità di questo obiettivo mi permette di inquadrare di notte senza dover eseguire uno scatto di prova, riuscivo incredibilmente a vedere le costellazioni principali già in LiveView.
Dopo circa quattro ore di scatti alla via lattea e al faro di Punta Sabbioni vicino Jesolo, ho concluso che il Samyang 14mm f2.8 è forse uno dei migliori obiettivi mai costrutiti sulla faccia della terra: assoluta nitidezza su tutto il fotogramma già da f2.8, LensFlare quasi inesistente anche  puntando vreso un faro acceso, facilità d'uso, iperfocale dopo f4, piccolissimo (sta comodamente in tasca e in qualsiasi tasca di uno zaino), robusto e molto molto molto solido.
Non teme assolutamente rivali, e nemmeno confronti con il 14mm Canon f2.8 USM II che avevo provato sempre questa estate ai piedi del Monte Grappa.
Consiglio questo obiettivo a qualsiasi fotografo naturalista paesaggista, ma soprattutto a tutti i fotografi notturni.
Ci tengo a precisare che il Samyang 8mm è più o meno l'equivalente del 14mm su Aps-c a livello qualitativo, forse un pelo meno luminoso, ma comunque una lente veramente eccezionale.
Il samyang 8mm f/3.5 é possibile montarlo anche su fullframe senza danneggiare alcun componente ma la vignettatura risulta molto invadente. Ricordo inoltre che l'8mm é un fisheye e tende a distorcere molto l'immagine, mentre il 14mm soffre una particolare, anche se molto lieve dato il tipo di obiettivo, distorsione a baffo, per la quale peró é giá stato creato un software aposito per tale tipo di vignettatura.

Conclusioni:
Samyang 14mm f/2.8
   Pro: grandangolo estremo, nitidezza giá a f/2.8, iperfocale dopo f//4, robustezza, peso, luminositá,              compattezza,
   Contro: non é possibile avvitare un filtro (ma esiste un sistema di montaggio filtri dedicato del                   costo di soli 33$ circa che peró impiega filtri di elevate dimensioni e quindi costi), distorsione a           baffo non eliminabie con software comuni.
    Prezzo: circa 311€ su Amazon (aggiornato al 29/10/2014)

Un enorme ringraziamento a Jacopo C. che mi ha permesso di usare questi due meravigliosi obiettivi e mi ha tenuto compagnia durante la notte.


sabato 12 aprile 2014

Una mattina con il Samyang 8mm f/3.5, uno spasso direi!

Una mattina con il Samyang 8mm f/3.5, uno spasso direi!
Ho provato questo fantastico obiettivo a Lio Piccolo, una piccola frazione di Cavallino Treporti nella Laguna Veneta, un luogo completamente immerso nella natura, consiste in una stretta strada (ci passa a malapena una macchina) che percorre la barena fino ad una piccola oasi naturalistica. Un paradiso per chi, come me, ama la natura.
Aspettavo questa mattinata da tempo, per un problema o per l'altro ho rimandato questo giorno a lungo finché di sana pianta, insieme all'amico Jacopo (possessore del Samyang), mi sono imposto di essere li entro le 6:30 del mattino per gustarmi la tranquillità e la calda luce dell'alba.
Incontrato Jacopo l'ho accompagnato fino a Lio Piccolo chiacchierando del più e del meno, Jacopo è un amico ed ex compagno di classe delle superiori che da qualche mese si è appassionato di fotografia e abbiamo ben pensato di scambiarci un po' di idee; arrivati alle porte di Lio Piccolo ho innestato la marcia più bassa e ho lasciato correre l'auto alla minima velocità e con il minimo rumore possibile per disturbare il meno possibile. E' incredibile quanto ci si possa spingere vicino agli animali a Lio Piccolo, con un 400mm si possono fare delle buonissime foto, l'importante è restare calmi e muoversi lentamente.
In attesa di una buona luce chiedo in prestito a Jacopo il Samyang 8mm, così tanto per vederlo, non mi attendevo molto poiché io amo perlopiù i teleobiettivi, non appena innestato nella mia Canon Eos 60D mi accorgo della solidità di tale obiettivo, mi ricorda i vecchi Olympus di papà: piccoli, solidi e robusti; la dimensione della lente frontale è elevata e si presenta con aspetto importante, una buonissima impressione! Noto con piacere che la regolazione del diaframma è manuale e regolabile attraverso una ghiera posta subito dopo l'attacco a baionetta, e prima della ghiera di messa a fuoco (anche quest'ultima manuale), ricordo che tale obiettivo non contiene ne elettronica e ne motorizzazione, è totalmente manuale e non comunica quindi con la reflex che non potrà registrare nei dati exif i corretti valori di scatto (ma non ha grossa importanza). La prima cosa che noto osservando il mirino è: caspita! quelli sono i miei piedi!
Il campo di visuale di questo obiettivo è devastante! E la distorsione non da meno, richiede tanta tanta creatività! (e noi siamo qui per questo no!?!?!).
Faccio qualche scatto di prova, poi lo scatto finale e ben composto, che potete vedere qui sotto.
La distanza minima di messa a fuoco è di pochi centimetri e già a f5.6 l'obiettivo entra in iperfocale, il che significa che posizionando la ghiera di messa a fuoco su "infinito" il campo di messa a fuoco comprenderà soggetti da circa 10cm di distanza fino all'infinito, diciamo che la ghiera di messa a fuoco su questo obiettivo è quasi inutile, io in tutta la mattinata non l'ho mai più spostata, era sempre già tutto perfettamente a fuoco!
Direi proprio che questo obiettivo è nella mia lista degli acquisti, soprattutto per le notturne e l'astrofotografia, ha veramente tanto da offrire, ma richiede anche creatività e una minima conoscenza tecnica a livello fotografico.
Ecco alcune foto esempio di questo obiettivo: